Tutela ex Aermacchi di Varese

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Nei giorni scorsi AIPAI, insieme a Do.co.mo.mo, ha concesso il patrocinio alla petizione presentata dal comitato spontaneo L’amianto si bonifica, la memoria non si abbatte, per la conservazione degli edifici storici nell’area industriale dismessa ex Aermacchi di Varese. L’area è oggetto di un programma di riqualificazione che prevede la realizzazione di un impianto sportivo, un supermercato e un parco, a fronte della demolizione degli hangar storici dello stabilimento.

Il 5 maggio scorso AIPAI e Do.co.mo.mo. sono stati tra i firmatari della lettera inviata agli organi preposti, Soprintendenza e amministrazione locale, in cui veniva segnalato un programma d’intervento che

[…] se attuato, snaturerebbe irreversibilmente un’area che ha rappresentato un pezzo di storia della città di Varese.
[…] Pur nelle attuali condizioni di abbandono e d’incuria, il complesso ex AERMACCHI conserva il valore di impianto, che ne definisce la forma complessiva, con i capannoni e i corpi di fabbrica che articolano l’insieme, i rapporti dimensionali interni e quelli con il contesto circostante, nonché, in generale, la collocazione urbana e paesaggistica. In quanto tale, costituisce una tangibile testimonianza riferita alla storia della città e a quella nazionale, oltre che a quella più specifica dell’industria aeronautica italiana. Le strutture sono ancora testimoni della memoria di uno dei più importanti stabilimenti italiani del settore e in alcuni padiglioni si colgono ancora particolari suggestioni di spazio e di luce.

Nei giorni scorsi il presidente AIPAI Edoardo Currà ha dichiarato agli organi di stampa

È incomprensibile pensare di perdere il sito dell’Aermacchi. Si tratta di una vera e propria cittadella facilmente riutilizzabile, anche se alcune parti sono in rovina, che ha avuto e ancora ha un valore importantissimo nell’identità della città.

La petizione presentata dal comitato L’amianto si bonifica, la memoria non si abbatte può essere sottoscritta mandando una mail all’indirizzo lamemorianonsiabbatte@gmail.com.

Qui la lettera inviata il 5 maggio 2021

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