Vincitori dell’AIPAI PHOTO CONTEST 2026 

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Nella prima giornata dei 3° Stati Generali del Patrimonio Industriale in corso al Politecnico di Bari, sono stati proclamati i vincitori dell’AIPAI PHOTO CONTEST 2026, il concorso fotografico organizzato dall’Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale ETS/TICCIH Italia, Comitato Internazionale per la Conservazione del Patrimonio Industriale in collaborazione con: DICEA – Università Sapienza di Roma, DG Affari europei ed internazionali -Servizio II UNESCO, Parco Regionale dell’Appia Antica, Do.co.mo.mo Italia, Fondazione AEM (Milano), Fondazione ISEC (Sesto San Giovanni), Fondazione MAIRE – ETS (Roma), Fondazione musil (Brescia), RoMe Museum Exhibition, Rete Fotografia.

Il consolidamento dell’AIPAI PHOTO CONTEST 2026 ribadisce la centralità della fotografia quale strumento d’elezione per documentare, interpretare e, infine, riscoprire le “cattedrali” del lavoro. In questa quarta edizione, si è assistito a un’evoluzione determinante: la capacità degli autori di trasfigurare il dato puramente documentario in una narrazione visiva profonda e stratificata del paesaggio antropizzato. Non si tratta più soltanto di mappare edifici, ma di restituire la complessità sociale e simbolica delle tracce materiali del nostro passato industriale.

Questo percorso di ricerca estetica e scientifica è stato segnato da una partecipazione emotiva profonda della giuria, che ha voluto istituire una Menzione in ricordo di Giampietro Agostini. La figura di Agostini, fotografo di rara sensibilità e per anni membro attivo della nostra giuria, rappresenta un punto di riferimento imprescindibile: egli è stato l’instancabile testimone dell’identità industriale italiana.

Dedicare una sezione del premio alla sua memoria significa riconoscere il valore di una carriera volta a dare corpo alle “identità mutate” delle grandi fabbriche. Il suo sguardo, capace di cogliere la nobiltà del lavoro anche nei processi di trasformazione e abbandono, diventa oggi il paradigma attraverso cui valutare i nuovi progetti. Il premio dunque non si limita a celebrare la qualità tecnica, ma cerca di promuovere quella medesima consapevolezza critica che Agostini ha saputo infondere in ogni suo scatto, rendendo il patrimonio industriale un organismo vivo e parlante per le generazioni future. 

Il primo premio è stato attribuito a Colonie e industria di Lorenzo Mini; attraverso un’indagine sapiente sui luoghi del welfare aziendale e sulle colonie, Mini è riuscito a “dare corpo all’assenza”, trasformando il vuoto architettonico nel simbolo di un’epoca in cui la fabbrica era l’epicentro del sogno e della vita comunitaria. 

Questa riflessione sulla memoria trova un’eco profonda nella Menzione in ricordo di Giampietro Agostini, istituita per onorare il grande fotografo e giurato. Il riconoscimento è andato a Giovanni Poce che, con i suoi scatti della Valle del Liri, DEGNI DI FUTURO. Visioni del lavoro e utopie della bellezza, ha saputo raccogliere il testimone di Agostini, restituendo quella medesima “struggente percezione del distacco” tra memoria condivisa e desiderio di rinascita. 

Il concorso ha riservato una particolare attenzione alle nuove generazioni di fotografi, tra le quali spicca il talento di Alessandra Flora, studentessa dell’Accademia di Belle Arti di Frosinone. Destinataria del Premio Mecenati di Giovani Talenti — sostenuto anche quest’anno dalla Fondazione MAIRE – ETS — con il progetto Dietro l’angolo: paesaggi inattesi della Ciociaria, l’autrice indaga la Valle del Sacco come un ‘luogo di soglia’. Il suo sguardo trasforma l’industria in una presenza rarefatta tra nebbie e vegetazione, restituendo visibilità proprio ai margini più fragili e silenziosi del territorio. 

Questa dialettica tra manufatto e ambiente naturale si riflette anche nel lavoro di Paolo Invernizzi, 2° classificato, che nel progetto Bemberg, nel regno della fibra tessile artificiale svela una “terza natura” sul Lago d’Orta: una metamorfosi fantastica dove i cicli produttivi storici lasciano il posto a involontarie e suggestive installazioni naturali. 

La dimensione lirica del patrimonio si fa invece sonora nel progetto Tictac Water di Jacopo Bellapianta, 3° classificato, che esplora le infrastrutture idroelettriche come “potenti dormienti” nel silenzio della montagna, lasciando emergere l’ambiguità tra la promessa di progresso e la forza della natura. 

Una forza che si fa esplicitamente politica e sociale nella Menzione Speciale a Diego Monfredini, 4° classificato, dedicata al paesaggio ribelle dell’ex SNIA Viscosa di Roma, dove il recupero della falda acquifera ha sconfitto la speculazione edilizia. 

Il cerchio delle premiazioni si chiude infine con la Menzione Speciale a Giuseppe Cardoni, 5° classificato, il cui rigoroso bianco e nero sul Circolo Lavoratori Terni ricuce il legame strutturale tra le architetture dell’acciaio e la cura delle relazioni umane. 

Le opere dei vincitori, insieme ai progetti selezionati di Claudio Antolini, Enrico Bedolo, Nicola Bertellotti, Giovanni Caruso, Antonio Lucchesi, Francesca Pompei, Sara Porcari, Paolo Sartori, Filippo Sproviero, Rosa Maria Villani confluiscono ora nella AIPAI PHOTO EXHIBITION. La mostra itinerante, inaugurata oggi a Bari (fino al 25 febbraio), proseguirà il suo viaggio presso il Museo Archeo Industriale di Maglie (5 marzo – 11 aprile), per poi fare tappa al musil di Brescia e in altre sedi. 

La selezione dei progetti è stata operata dalla giuria composta da: Laura Acampora, Mic – DG Affari europei e internazionali – Ufficio UNESCO, Giorgio Bigatti, Direttore Fondazione ISEC, René Capovin, Direttore musil – Museo dell’Industria e del Lavoro di Brescia, Edoardo Currà, Presidente di AIPAI, Francesca Rinaldo, Heritage Manager di Fondazione MAIRE – ETS, Emma Tagliacollo, già Segretaria generale di Do.Co.Mo.Mo. Italia, Palmina Trabocchi, Delegata e responsabile AIPAI PHOTO CONTEST, Fabrizio Trisoglio, Responsabile scientifico Fondazione AEM, Presidente Rete Fotografia e Presidente di giuria. 

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