Diego Monfredini, 4° classificato

Diego Monfredini, La gru in fondo il lago della Snia: fotografia di un paesaggio ribelle.

Motivazione della giuria
Speculazione edilizia e cittadinanza attiva, industria e rinaturalizzazione, sono solo alcune delle antinomie che caratterizzano la storia della ex SNIA Viscosa di Largo Preneste e che l’autore ha colto nei suoi scatti. La zona è conosciuta da sempre come Acqua Bullicante. Non a caso, dopo la chiusura della fabbrica, lavori di sbancamento eseguiti negli anni ’90 per aggiungere ulteriori costruzioni intaccano la ricca falda superficiale e, nonostante gli sforzi, l’invaso viene rapidamente colmato, andando a creare un laghetto oggi riconosciuto come monumento naturale. I protagonisti delle poetiche visioni di Diego Monfredini sono coloro che vivono la città, difendono il territorio in alleanza con la forza della natura nel riappropriarsi dei suoi luoghi dal più alto potenziale.

Descrizione del progetto
La SNIA Viscosa non fu solo industria: la fabbrica di rayon inaugurata nel 1916 generò abitazioni, servizi e una comunità operaia che plasmò il quadrante est di Roma. Dopo il declino nel dopoguerra, l’area rimase abbandonata finché, nel ’92, un cantiere privato perforò la falda: l’acqua invase gli scavi e formò il Lago Bullicante. L’incidente divenne occasione. Mentre piante, insetti, canneti e uccelli migratori colonizzavano il bacino, i residenti del Pigneto si organizzarono per difenderlo occupandolo. Le rovine industriali si trasformarono in laboratorio di cittadinanza attiva: assemblee, pulizie collettive, socialità.
Il Parco delle Energie nasce da questa forza comunitaria: spazio autogestito che ricuce memoria industriale e natura urbana. Nel 2020, dopo anni di mobilitazioni e studi scientifici, il lago ottiene il riconoscimento di Monumento Naturale, tutelando la biodiversità e fermando la speculazione.
Il progetto mette in scena il dialogo tra ruggine e acqua: l’elemento naturale assorbe il fallimento industriale e lo rimodella in biotopo. Qui la città rinasce attraverso chi la vive, difende il territorio e costruisce giustizia dal basso. Questa lotta vive anche nella cultura popolare: la canzone Il lago che combatte degli assalti frontali intreccia memoria, territorio e resistenza, trasformando un progetto speculativo in bene comune. Il lago come atto politico naturale: non costruito, ma resistito.

Diego Monfredini, Il lago che combatte il mostro di cemento, Roma 2025

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