Paolo Invernizzi, 2° classificato

Paolo Invernizzi, Bemberg, nel regno della fibra tessile artificiale.

Motivazioni della giuria
Per quasi un secolo il Lago d’Orta ha fornito alla ditta Bemberg l’acqua pura necessaria per la produzione di filati, ricevendo in cambio scarichi fortemente inquinanti. Questa storia molto contemporanea ha lasciato tracce suggestive, al centro del progetto di Paolo Invernizzi: pareti colorate, bottiglie esotiche, cartelli enigmatici.
La giuria ha apprezzato la capacità di far scoprire, entro i luoghi di una lunga storia eco-industriale, la “terza natura” che domina ora questi spazi: dopo l’ambiente lacustre e oltre i cicli produttivi storici regna la metamorfosi di natura e fabbrica in ambienti fantastici, nature morte, installazioni involontarie.

Descrizione del progetto
Sorta strategicamente a Gozzano (Lago d’Orta) agli inizi del ‘900, la Bemberg ha visto una forte ascesa nel campo della produzione di filati artificiali nati per far concorrenza alla meno economica seta naturale.
Il Lago d’Orta garantiva l’acqua necessaria alle linee produttive; ma se da un lato “donava” la sua materia prima, l’acqua di buona qualità, dall’altro riceveva in cambio gli scarichi industriali altamente inquinanti che hanno praticamente azzerato la sua fauna ittica.
Nel dopoguerra la Bemberg produce nylon con il marchio commerciale “Ortalion”; un omaggio al lago d’Orta, forse dettato dalla consapevolezza dei danni ecologici fatti.
La crisi dell’industria tessile degli anni ‘90 coinvolge la Bemberg; inizia così il lento declino che porta nel 2009 alla chiusura definitiva dello stabilimento.
Con questo lavoro ho voluto ricordare questa realtà produttiva; i miei scatti testimoniano ciò che rimane di questo immenso stabilimento e della sua passata vita lavorativa.

Paolo Invernizzi, Filato liquido, Gozzano 2025

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