Progetto | Soft Machine
L’architetto Peter Davey definì Soft Machine quelle costruzioni che, pur essendo basate sulla più avanzata high-tech, presentano delle caratteristiche soft, ossia qualità non solo materialmente meccaniche, ma culturalmente ed esteticamente espressive. Ho cercato di dare realizzare una rappresentazione visiva di questo concetto fotografando strutture in cui si è verificato un equilibrio tra invenzione e progettazione, tra serialità e unicità. Forse soltanto nei relitti di archeologia industriale sarà possibile ritrovare il fascino d’un “immaginario architettonico”, ossia di quella qualità mitopoietica che fu presente in tante grandi costruzioni dell’antichità.

