AIPAI - Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale

07 marzo 2017

Strategie di rigenerazione del patrimonio industriale

Heritage telling, creative factory, temporary use, business model 

Convegno_ 30 e 31 marzo 2017 Biella 

L’Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale insieme all’Ordine degli Architetti e Ingegneri di Biella, il DocBi – Centro Studi Biellesi, il Centro Interdipartimentale di innovazione ICxT dell’Università degli Studi di Torino, il Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino e L’Università degli Studi di Padova presentano Strategie di rigenerazione del patrimonio industriale. Heritage telling, creative factory, temporary use, business model, convegno nazionale che si terrà a Biella il 30 e 31 marzo 2017, nell’eccezionale cornice dell’ex Lanificio Maurizio Sella e dell’ex Lanificio Trombetta oggi Cittadellarte: due giorni di interventi, visite e dibattiti dedicati interamente al tema della rigenerazione del patrimonio industriale alla luce di esperienze nazionali ed internazionali raccontate e discusse da una variegata platea di esperti del settore ed operatori pubblici e privati.

 

L’evento fa seguito al convegno Patrimonio e paesaggio industriale dalla tutela allo sviluppo. Prospettive e modelli per itinerari di conoscenza, conservazione riuso e valorizzazione, tenutosi il 30 maggio del 2014 a Pray Biellese. L’iniziativa, che si inseriva nella consolidata attività di ricerca degli enti promotori, si proponeva di fare un punto sul tema del rinnovamento delle aree urbane ed extra urbane a forte connotazione industriale in cui il processo di deindustrializzazione ha determinato una profonda metamorfosi ancora in atto.

Il tema veniva nell’occasione trattato a partire dal confronto fra lo straordinario patrimonio industriale biellese e altre realtà italiane ed estere, allo scopo di stimolare un fecondo dibattito multidisciplinare sui percorsi di rigenerazione dell’eredità industriale e sui possibili modelli di sostenibilità economica e promuovere, successivamente, scambi e collaborazioni fra i soggetti promotori e il territorio.

Muovendo dalle riflessioni emerse dal convegno del 2014 e dall’osservazione dei fenomeni in atto sullo scenario nazionale ed internazionale, per offrire stimoli nuovi ed attuali al dibattito, sono stati individuati quattro chiavi di interpretazione delle esperienze di rigenerazione del patrimonio industriale che saranno il fil rouge delle giornate di convegno del 30 e 31 marzo:

 

Heritage telling – Il legame fra la storia dell’impresa e il territorio è molto stretto, sia dal punto di vista sociale, urbanistico e formativo, basti pensare come le Università Italiane spesso siano state un bacino di reclutamento per le aziende, ad esempio  l’Università di Bologna per Ducati.

In anni recenti sono sorti, anche con virtuose collaborazioni fra pubblico e privato, centri di valorizzazione culturale e turistica industriale che hanno dato vita ai musei d’impresa, divenuti ben presto strumento aziendale e parte di network allargati con una fruibilità pubblica. Un esempio di questo fenomeno è il progetto Motor Valley, rappresentato da eventi, itinerari e progetti a tema motoristico ideati e voluti all’interno di un unico network dalla regione Emilia Romagna. L’integrazione fra nuove tecnologie narrative – web 2.0, social media, app – e l’archivio/museo è reso possibile grazie alla rete. I social network e i nuovi  medium comunicativi hanno un costante bisogno di contenuti nuovi, che possono provenire sia dalla quotidiana attività aziendale sia dagli archivi aziendali, veri e propri scrigni di storie straordinarie: basta pensare al fascino delle narrazioni delle industrie Ferragamo, Martini, Alessi, Peroni, Barilla e tanti altri. Un Archivio o un Museo d’impresa non possono essere pensati come un’operazione di puro mecenatismo o beneficenza ma possono diventare uno straordinario strumento di valorizzazione per l’azienda sia in termini di marketing e comunicazione. I contenuti storici degli archivi e dei musei d’impresa sono un patrimonio vivo e pieno di opportunità, per dirla come Gustav Malher: la tradizione non è culto della cenere, ma custodia del fuoco.

 

Creative factory – La città muta dal punto di vista fisico, economico, sociale; si dissolvono i confini della città, diventano labili e a geometria variabile cambia il modo di produrre e ciò che si produce e di conseguenza anche i luoghi dove la produzione avviene. Le grandi fabbriche vengono dismesse e quei vuoti diventano progressivamente luoghi per la produzione di conoscenza, servizi, tempo libero, residenza; aumentano e si diversificano le popolazioni, gli attori, le interazioni. Anche l’arte muta e si evolve verso un uso partecipato ed emozionale che spinge l’artista e l’arte sempre più ad uscire dalle gallerie per arrivare nelle piazze, nei giardini, nelle fabbriche dismesse, nei luoghi pubblici, per intervenire nel dibattito sulla città, per lavorare affianco al progettista.

 

Temporary use – Capire come funziona il temporary use, ovvero l’uso temporaneo degli spazi inutilizzati all’interno delle città/territorio come concreta opportunità di gestione in riferimento non solo alla scala architettonica, bensì economica e legislativa, individuando le migliori strategie per l’attuazione con il supporto di esempi nazionali e internazionali: dal terreno vuoto, all’ex stabilimento industriale, alla sede istituzionale dismessa. L’analisi degli usi temporanei vuole dimostrare che le aree residuali hanno il potenziale di diventare terre fertili e laboratori urbani per nuovi tipi di attività con l’obiettivo di individuare metodi che introducano il temporaneo nella gestione della città e nella progettazione urbana.

 

Business model – La sfida per l’economia del territorio è legata alla capacità di integrare la tradizione con l’innovazione, la prima come linfa per la seconda e non una semplice coabitazione   forzata o subita. Per far ciò, tutti gli stakeholder devono avere necessità e convenienza nel  condividere il percorso coevolutivo. Il patrimonio industriale – nelle sua varie declinazioni, dagli edifici, agli archivi, ai percorsi, può diventare un volano per i soggetti che devono generare e consolidare il proprio business model in prospettiva. Ad esempio creando un percorso dove si possa rivivere la storia imprenditoriale, visitare gli insediamenti storici, raccontando la loro tradizione imprenditoriale ed evidenziando le nuove realtà di successo. La value proposition del turista industriale è legata al racconto del patrimonio industriale e alla condivisione delle nuove realtà imprenditoriali per opportunità di business in termini di partnership industriali, tecnologiche oppure come mercati di acquisizione.

 

 

Programma – Strategie di rigenerazione del patrimonio industriale

 

L’evento è organizzato da AIPAI – Associazione Nazionale per il Patrimonio Archeologico Industriale in collaborazione con l’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Biella, l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Biella, DOCBI – centro studi biellesi, Centro Interdipartimentale di innovazione ICxT dell’Università degli Studi di Torino, Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino, Università degli Studi di Padova,  Master TPTI Erasmus Mundus in Techniques, Patrimoines, Territoires de l’Industrie, Histoire, Valorisation, Didactique.

 

L’evento è sostenuto dall’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Biella, l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Biella, DOCBI – centro studi biellesi, Gruppo Banca Sella, Città di Biella, Cittadellarte, Associazione Nazionale Costruttori Edili Biella, Eurometallica srl, Futurall srl, Ronchetta & c. srl, Fratelli Bazzani spa, Unione Industriale Biellese

 

L’evento è patrocinato da Regione Piemonte, Consiglio Nazionale degli Architetti, Cittadellarte, Museimpresa

 

Media-partner Archeologiaindustriale.net

 

 

Accreditamento:

 

Evento accreditato presso il Consiglio Nazionale degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori e presso il Consiglio Nazionale degli Ingegneri.

 

Ai fini della Formazione Professionale Continua la giornata di Convegno del 30/03 assegnerà 8 CFP agli Architetti e 6 CFP agli Ingegneri, mentre la giornata del 31/03 assegnerà 7 CFP agli Architetti e 6 CFP agli Ingegneri, previa iscrizione ai rispettivi portali per l’ottenimento delle credenziali di accesso (nome utente e password), successiva iscrizione e pagamento di 15,00 euro per ciascun evento. E’ possibile iscriversi ad entrambi gli eventi oppure ad uno solo.

Per l’iscrizione gli Architetti P.P.C. potranno registrarsi al portale www.formazionearchitettibiella.it

Per l’iscrizione gli Ingegneri potranno registrarsi al portale www.ingegneribiella.it

 

Evento previsto nel percorso formativo del master TPTI Erasmus Mundus in Techniques, Patrimoines, Territoires de l’Industrie, Histoire, Valorisation, Didactique e del Percorso per i giovani talenti di Politecnico di Torino e Fondazione CRT.

 

 

Informazioni:

Per maggiori informazioni contattare

AIPAI: info@patrimonioindustriale.it

oppure architetto Manuel Ramello  cell 393.9203751


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